giovedì 17 agosto 2017

Ultima tappa della vacanza italiana: Ravenna



Ravenna, capitale dell'impero romano d'occidente e, per qualche decennio, anche del regno goto in Italia.
Ravenna, affascinante per la sua posizione, con tutta quella campagna colorata che le si stende ai suoi piedi. Un tempo il mare la lambiva, oggi è accoccolata su una pianura talmente piatta che si potrebbero scorgere gli eserciti marciarci sopra a chilometri e chilometri di distanza. E a me, nata e cresciuta contemplando lo sfondo delle colline laziali, fa un certo effetto ritrovarmi in questo mare biondo e verde all'apparenza sconfinato.

E poi i mosaici di Ravenna!

martedì 8 agosto 2017

L'albero dagli sbuffi di petali



Ci sono dei luoghi che colpiscono per una loro insolita posizione, una prospettiva bizzarra, colori particolarmente vividi o, al contrario, esasperatamente cupi. In questi luoghi succede qualcosa di misterioso. Ci si sofferma quasi incantati dalle loro suggestioni, ma anche dalle storie che ci raccontano.

Dietro la scuola di mia figlia grande c'è un luogo del genere. O forse è esagerato chiamarlo luogo, perché non è un vero e proprio spazio. Si tratta di un semplice albero, piccolino, solo soletto a stagliarsi contro una vegetazione scura e rigogliosa.

No, non vi voltate a guardare alle spalle di colui che ha scattato la foto, che poi è l'autrice stessa, perché il paesaggio dall'altra parte non è affatto edificante.




Siamo pur sempre nel centro di Singapore, un'isoletta super edificata, anche se con criterio. Un'urbanistica ragionata, che tuttavia non riesce a superare importanti problemi, primo tra tutti l'inquinamento acustico di cui io sento particolarmente il peso.
Eppure, sebbene nel centro rumoroso della città trafficata, questo piccolo spazio mantiene una sua dimensione calmante per me, quasi magica.

Ogni giorno, all'ora dell'uscita di scuola della figlia grande, io e la figlia piccola ci sediamo davanti al minuto alberello, allegro e gioioso come tutti i giovani virgulti riescono ad essere. Stiamo lì, a salutarci, noi con le nostre sciocche domande sul come se la passa con questo caldo, e lui con i suoi allegri sbuffi di foglie simili a petali verdini contro il cupo del fogliame della vegetazione che nasconde il cimitero.

Sì, perché dovete sapere che là dietro, dove i muretti si alzano e la terra scoperta diventa melmosa appena piove, c'è il cimitero malesiano di Singapore. E, un po' più in là, anche quello arabo.
Io, a dire la verità, non saprei dire quale sia l'uno e quale l'altro. E non saprei nemmeno dire da quanti decenni nessuno vi viene più sepolto, o come si faccia a riconoscere le differenze tra tombe arabe e tombe malesiane.

Eppure non sono le tombe senza nome e senza tempo immerse nel verde a stuzzicare la mia fantasia.

Quel piccolo alberello dagli sbuffi di foglie verdine, è lui il protagonista delle mie ispirazioni.

E non cercherò di nasconderlo, è da un po' che cerco di infilarlo in qualche storia. Ma siccome sarebbe sprecato fargli fare la parte della comparsa, bisognerà provare a dargli almeno un ruolo da co-protagonista.

Vedremo...



mercoledì 2 agosto 2017

Quanto barbaro era un barbaro?

Clash Of Clans

Da quanto non parliamo di storia?
Un secolo.
Oggi, allora, rimediamo.

Dovete sapere che sono giunta ormai all'ultima rilettura del mio manoscritto più sofferto, quello sui goti.
Quante volte ho già fatto l'ultima rilettura di questo testo?
...
Ne ho perso il conto.

Questo romanzo è complicato. C'è troppa storia per essere un romanzo qualunque, ma anche una struttura troppo complicata per essere letto come un normale romanzo storico alla Simon Scarrow o Ben Kane o, per farmi capire, un Valerio Massimo Manfredi.

La conclusione del discorso?
Esito a mandarlo in giro per il mondo perché so che poche case editrici potranno avere mai il coraggio di scommetterci sopra. A prescindere dal suo valore.

Prima di tutto, il periodo storico non è uno di quelli che fa gola.
Non siamo nell'impero romano delle legioni e dei centurioni e dei tanto amati schieramenti a testuggine. Siamo in un VI secolo abbandonato alla tirannia dei regni barbarici.
Avete presente? Quei graziosi figurini che cavalcavano mezzi nudi sui cavalli e bevevano sangue dal cranio del nemico, e si impomatavano le parrucche con grasso rancido di animale.

O forse i barbari non erano proprio così, e la mia descrizione un po' stereotipata non corrisponde propriamente alla realtà?
I barbari che governano l'Italia del VI secolo erano davvero tanto barbari, rozzi e crudeli?

mercoledì 26 luglio 2017

I classici e il puro divertimento della lettura

Preso da Sabin Boykinov, deviantart.com. Riferimento al Mare d'Erba di Hyperion, Dan Simmons

Come ormai è chiaro, non riesco a mantener fede al proposito di pubblicare almeno due post a settimana. Anzi, ancor peggio: ormai non riesco nemmeno più a rispettare l'appuntamento del giorno fisso!

Purtroppo è la solita questione del tempo: non si riesce mai a organizzarlo come si vorrebbe, troppe variabili a influenzare il normale svolgimento della giornata. E non che non mi ci metta di buona volontà. Niente distrazioni sul web, niente chiacchierate tra amici e parenti durante le ore di lavoro, pochi, anzi, pochissimi blog da seguire.

Uno di questi ultimi è Strategie evolutive, di Davide Mana. E vi parlo oggi proprio di lui a causa di questo bel post di qualche tempo fa: Leggere un classico durante le vacanze estive.
Davide Mana ci spiega perché secondo lui vale la pena di leggere i classici.
Leggere dei classici ci aiuta a tenere a bada il cosiddetto analfabetismo culturale, che non significa non capire ciò che si legge, ma non cogliere i riferimenti annidati in ciò che si legge.

martedì 18 luglio 2017

Ricordando le vacanze: Spoleto



Non vorrei trasformare il blog in un diario di viaggio, ma della scorsa vacanza italiana mi sono rimasti nel cuore dei posti magici, luoghi in cui ho respirato la bellezza e il fascino delle epoche passate talmente a fondo da voler continuare a tornarci sopra per non perdere le impressioni che mi hanno lasciato.

Spoleto è stata uno di questi luoghi.

A Spoleto ci ero già stata: l'anno scorso, in una visita di mezza giornata in cui abbiamo visto poco e niente. Colpa della nostra scarsa organizzazione, ma anche della chiusura delle basiliche.
E poi ricordo una visita anni or sono, a cantare col coretto di allora musiche sacre e profane per non ricordo quale edizione del Festival dei Due Mondi. Di quella esperienza mi è rimasta l'immagine di gruppo della buona compagnia e il ristorantino in cui abbiamo gozzovigliato, oltre al riverbero di una stonatura epocale, la sera del concerto.

Della visita di questa estate ricorderò per sempre la rocca e la sua esposizione.