lunedì 22 maggio 2017

A volte spariscono

Questa è la mia postazione di lavoro.
Nei giorni migliori.

E, infatti, ieri sera, dopo aver messo a letto figlie e marito, mi sono dedicata alla ricerca del racconto da revisionare che avevo stampato qualche settimana fa e che avevo abbandonato sul desco per dedicarmi ad altri lavori più impellenti. O compiti più accattivanti, se vogliamo.

Ci ho messo una buona mezz'oretta per venirne fuori. Non posso dire che sia stata una mezz'ora di sonno persa inutilmente, perché ho ritrovato spunti e idee per altre cose che ho voglia, ma davvero tanta voglia, di scrivere; e poi ho dato una parvenza di ordine a quella grande discarica di fogli da riciclare (da una parte uno scarabocchio della figlia piccola, dall'altra un appunto della mamma); e ho persino separato le matite preferite da quelle che non uso.

venerdì 19 maggio 2017

L'anno delle code di cavallo


Come vi avevo detto lo scorso lunedì, eccomi qui, nel tentativo di incrementare la frequenza delle nostre chiacchierate.
E quale modo migliore di farlo se non quello di prepararsi al fine settimana parlando di letture?

Tempo fa, in un altro post, vi raccontavo della differenza tra fisionomia iranica e fisionomia mongolica e vi citavo un brano di R.F. Tapsell tratto da L'anno delle code di cavallo.
Che detto così non fa molta impressione. Anzi, fa quasi sorridere, perché se almeno da noi, in quest'isoletta sperduta tra Malesia e Indonesia, l'anno del cavallo ha un senso per il calendario cinese, l'anno delle code di cavallo potrebbe far pensare a una commedia non troppo brillante.

Eppure, The year of the horsetails non ha nulla di comico. Anzi, si tratta di un bel romanzo storico a cui sono molto affezionata, nonostante tutti i suoi piccoli difetti.

Da dove iniziamo? Dai suoi difetti o dai suoi pregi?
Ma no, iniziamo dalle origini delle mie simpatie.

lunedì 15 maggio 2017

Storie di gatti


Questa settimana va un po' così. Almeno per questo lunedì, niente unni, niente barbari, ma tanti gatti che con le loro storie si impegnano a dare una mano nella ricostruzione del centro Italia devastato dal terremoto del 2016.

Il progetto è nato da un'idea di Serena Bianca De Matteis che nel 2016 ha pensato di realizzare, grazie all'aiuto di 18 scrittori esordienti, un'antologia dal titolo Buck e il terremoto.
Uscito nell'ottobre dello scorso anno, il volume aveva come protagonisti dei cani speciali, con storie ricche di speranza.

Quest'anno Serena Bianca De Matteis e il gruppo di Buck hanno pensato di creare un secondo volume, in cui i protagonisti, questa volta, sono gatti.

lunedì 8 maggio 2017

Uomini o mostri?


Tratto dal blog bygenteallegra

Una volta inquadrata la fisionomia tipica del figlio delle streghe gote e dei diavoli dell'inferno, c'è da chiedersi come queste creature mitico-umane apparissero ad una popolazione che per la prima volta veniva in contatto con esse, generalmente in modo brutale.

Al giorno d'oggi è difficile immaginarlo. Il continuo spostamento di genti ci ha reso familiari con tutte le razze della terra e laddove non arriva la migrazione è la televisione a sopperire. Possiamo di tanto in tanto incontrare fisionomie che suscitano delle reazioni di curiosità in noi, forse a causa di malformazioni o deformazioni o particolarità insolite, ma raramente ci troviamo ad essere terrorizzati dall'aspetto di un altro essere umano.

Almeno questo è quello che pensavo fino a qualche notte fa.

lunedì 1 maggio 2017

Fisionomie barbariche

Moneta di Teodorico il grande, re dei goti

Assegnare ad un unno un ruolo in una storia offre al narratore un'ampia libertà di invenzione, in mille direzioni diverse. Scarse, infatti, sono le notizie che ci rimangono di questo popolo. Persino fare il punto sul loro aspetto fisico sembra un'impresa non banale.

Tutti gli studiosi li ritengono originari delle regioni della steppa asiatica centro-settentrionale, ma mentre alcuni li identificano come provenienti almeno originariamente dai monti Altai, e quindi molto simili per fattezze ai Mongoli, altri li associano a popolazioni iraniche.

Bene o male tutti hanno presente la fisionomia mongola: pelle piuttosto scura, occhi a mandorla, tratti facciali piuttosto massicci e schiacciati.