lunedì 27 marzo 2017

L'accordo del diavolo di Luigi Sorrenti

 
Copertina

Ecco, volevo parlare di questo libro solo per poterne mettere in bella mostra la copertina. Non la trovate stupenda, con questo rosso prepotente a delineare l'orizzonte?

Questo è un romanzetto che presi per due spiccioli su Amazon in tempo di offerte. Cosa mi attrasse? Sembrerà strano, ma non me lo ricordo più. Forse proprio la copertina, chi lo sa?

Tuttavia non posso dire di essermi pentita dell'investimento di quei pochi spiccioli. Certo, non è un'opera priva di difetti. A volte l'autore usa frasi che sanno di già sentito, altre si ha come l'impressione che ci stia mettendo un po' troppo a chiudere il giro di frase, e più di una volta mi è venuto il sospetto che con la mano sapiente di un buon editor, o almeno di uno migliore, il testo avrebbe potuto davvero fiorire, eppure...

Eppure val la pena parlarne.

lunedì 20 marzo 2017

Il bosco maledetto: Myasnoy bor



Qualche tempo fa, vi avevo accennato agli spunti che avevano dato il via alla pianificazione del racconto Arriva il crepuscolo, quello che compare qui nella colonna a destra, sotto la foto del basilico.

All'epoca avevo fugacemente parlato della foresta ispiratrice, piazzandola da qualche parte in Ucraina: informazione imprecisa, perché ricontrollando mi sono resa conto che l'ameno boschetto si trova invece nella zona di Novgorod, in pieno territorio russo. Nonostante l'informazione inesatta, di cui mi scuso, il feroce confronto che per mesi ha visto contrapposti l'esercito tedesco e quello russo nelle paludi di Myasnoy bor, durante la seconda guerra mondiale, quella è tutta storia vera. Il numero dei caduti fu enorme, talmente alto che il cimitero militare nato per raccoglierne i resti continua a vederne crescere il conto a tutt'oggi.


lunedì 13 marzo 2017

Il primo blog non si scorda mai


Tanto tempo fa, avevo un blog. Era davvero tanto, ma tanto tempo fa, quando ancora non credevo che un giorno sarei arrivata davvero a scrivere.
Tuttavia, era un blog che con la scrittura in qualche modo c'entrava, perché ero io che parlavo delle mie letture. O meglio, era lui, il blog, che parlava di me come lettrice. 

La botola segreta sotto il sofà: questo era il suo nome.
Un nome assurdo secondo mio marito; un nome con molti significati, nelle mie intenzioni.


lunedì 6 marzo 2017

Il VI secolo: quanto ne sappiamo?


Canto gregoriano

Non sarà sfuggito al lettore accorto che la materia intorno a cui il mio interesse principale ruota, e che  per inciso fornisce materiale alle mie storie, ha parecchio a che vedere con un VI secolo molto lontano e molto dimenticato, dai più considerato una sorta di lasso temporale sfocato, capitato a mezza via tra un fastoso impero romano e un tetro medioevo.

Per dimostrare quanto poco ci è rimasto nella memoria di questo periodo indefinibile, che non è più né antichità, ma nemmeno medioevo, provate a fare un esperimento. Prendete la prima persona che vi capita a tiro e chiedetele a brucia pelo: cosa succedeva nel 500 dC? C'era ancora l'impero romano? Chi governava l'Italia? E quali furono gli uomini che si distinsero tra i tanti, se ce ne sono stati?

lunedì 27 febbraio 2017

L'ispirazione: da dove tutto prende inizio



Non so se succede anche agli altri autori, ma io rimango spesso incantata da come le storie si impongano di testa loro, senza chiedere il permesso. E credo che proprio per questo loro carattere misteriosamente anarchico l'autore, ad un certo punto del ruminar meditativo che gli è proprio, arrivi a chiedersi:
  • da dove nasce la storia? 
  • il narratore: come si colloca rispetto alla sua narrazione?
Domande che non per tutti hanno la stessa valenza, e che spesso vengono lasciate in sospeso, magari giudicate persino riflessioni inutili.

Eppure qualcuno non solo prova a rispondersi, ma ci crea addirittura una concezione della scrittura che poi trasuda nei testi. Non mi riferisco solo ai grandi scrittori del passato, quelli che scrivevano per trasmettere il loro messaggio al mondo, ma anche ad autori a noi più contemporanei.
Per me è celebre il ragionamento sulla narrazione e sui personaggi di Stephen King, ad esempio. E non perché considero i suoi lavori "patrimonio dell'umanità", anche se devo riconoscere che ci sa fare, ma perché, in base alle risposte che si è dato, ha elaborato una concezione del processo creativo che potrebbe essere definita tranquillamente visione poetica. Cosa rara per un narratore di un genere minore come l'horror.
Vi risulterà strano che le opere di Stephen King che mi affascinano di più siano proprio quelle in cui si rispecchia maggiormente questa sua visione?

E allora, perché non provare anche noi a speculare, con umiltà, sulle stesse domande? Tanto per fare due chiacchiere, niente di più.

Si potrebbe iniziare dall'inizio, richiamando citazioni celebri alla mente.