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venerdì 25 agosto 2017

Pentole, lupi e unni

Pentola antica ripresa da Artugna

Scrivendo dei racconti su un santo del VI secolo (provate un po' a indovinare quale!), mi ritrovai a usare un proverbio che ha a che fare con pentole e coperchi, per poi interrogarmi quasi immediatamente sulla plausibilità di una tale licenza: li usavano i coperchi a quell'epoca? E il proverbio? Non potrebbe forse venire più dalla tradizione contadina tardo-medievale, che non da quella tardo-romana?

Anche un altro amico, leggendo il testo, mi pose le stesse domande. E allora mi misi a cercare, cercare, cercare: cercavo una minuta testimonianza dell'esistenza del proverbio su pentole e coperchi che potesse risalire almeno almeno al primo medioevo.

Ho scoperto in questo modo le pentole in ceramica, i calderoni unni, i tegami e le olle, ma poco o niente al riguardo di coperchi e pentole.
Cosa ancora più irritante è stata lo scoprire che il proverbio sembra non avere età, e risalire alla sua origine sembra impossibile. Bella scoperta, direte voi. Ma per una che si diletta in ricerche più che strambe, l'assunto non è mai dogma.

Alla fine, un po' perché mi dispiaceva togliere la battuta delle pentole e dei coperchi, un po' perché in effetti di tanto in tanto si trovano tegami in ferro con coperchi databili al tardo impero, ho lasciato il mio testo come era e mi sono messa l'anima in pace.

Tuttavia la mia ricerca sui detti d'altri tempi ha portato dei frutti, anche se inattesi e di altro genere. Infatti, mentre cercavo di pentole e coperchi, sono approdata a testimonianze di un altro proverbio, altrettanto antico:

lunedì 24 aprile 2017

L'unno sulla Dora

Dopo gli Astronauti e i nuovi miti antichi, oggi vorrei tornare a chiacchierare dell'idea luccicante e del racconto come mosaico, considerazioni di qualche settimana fa. Proprio per seguire quelle idee vi mostrai una necropoli gota in riva alla Dora e due crani deformati artificialmente ritrovati sul sito, per poi passare alle deformazioni craniche artificiali e alla constatazione che gli ostrogoti adottavano questa buffa usanza, e che essa aveva preso piede tra la classe nobiliare ostrogota durante il periodo di soggezione agli unni, un centinaio di anni prima del loro arrivo in Italia.

Tutto questo per arrivare a dire che unni e ostrogoti avevano una stessa predilezione per l'arte di deformarsi il capo in modo da avere la testa a punta.

E a quel punto uno si chiede: e se in quella tomba non ci fosse stato un goto, o anche due, ma un unno?

Altrettanto, se non più facile ancora, è chiedersi: cosa ci fa un unno, abitante della steppa euro-asiatica, in Italia settentrionale e, per di più, in un villaggio goto?

Ok, la storia qui si fa interessante, perché uno crede di sapere tutto di questi strani popoli barbarici, e poi, invece, scopre altro, e altro, e altro ancora. Fino a rendersi conto che, in verità, quello che si sapeva era quanto meno impreciso. E anche un po' mitologico. Perché gli unni sono entità enigmatiche e complesse almeno quanto i fantomatici uomini di Atlantide: a detta delle testimonianze storiche c'erano, ma nessuno sa bene come fossero, da dove venissero, come parlassero, come scrivessero - sempre che lo facessero, e via dicendo.

Cosa si sa, con esattezza, di questi unni, allora?

lunedì 10 aprile 2017

Deformazioni craniche artificiali


Deformazione cranica artificiale, Wikipedia.

Lunedì scorso vi proposi questo trafiletto chiamandolo scintilla narrativa e dichiarandolo ispirazione di uno dei miei racconti:
La deformazione cranica artificiale evidenziata in questo individuo e in uno dei bambini, ottenuta con bendaggi applicati fin dall’età neonatale, è frutto di una pratica del tutto estranea in Italia e invece diffusa nell’Europa centro-orientale tra V e VI secolo.
La sorpresa nel leggere questa informazione è principalmente dovuta al fatto che l'usanza di deformare i crani dei nuovi nati non era una pratica culturale che i goti possedevano, almeno non all'origine delle loro migrazioni, quando dalle terre della Scandinavia approdarono alle coste meridionali del Baltico, verso il I secolo a.C.


Ma anche più tardi, quando il gruppo etnico originario si separò in visigoti e ostrogoti (seconda metà del III secolo), tale usanza non risulta far parte dei loro costumi, almeno a sentire le fonti. E, in effetti, tra le sepolture di origine visigotica nell'Europa occidentale non vi sono tracce di deformazioni craniche.

E allora, cosa è successo agli ostrogoti per convincerli a fasciare la testa ai loro nuovi nati allo scopo di farla diventare a punta?